e aspettando giovedi cena camalla e salutando con positività l'inizio dei gorleri a imperia... ventimiglia e i locali ventimiglia e i migranti.... ventimiglia e il bar hobbit... che per ora non fare aperitivi... e ancora bisogno... come del resto arci camalli e arci guernica... e verità per martina e per dario desiglioli...
dunque migranti che fuggono... dunque locali che fan movida... dunque due cose diverse.. per molti... non per me...
che i locali ad imperia... collaborino... prendendo ad esempio... gli altri locali... di ventimiglia
sui migranti parlo scrivo... e vedo.. e spero di vedere ancora e ancora e ancora sabato si va
"Avvenire", il quotidiano francese "La Croix" e l’olandese "Nederlands Dagblad", uniti da rapporto di cooperazione giornalistica ispirata ai comuni valori cristiani, hanno deciso di tentare un bilancio del percorso dell’Europa nei 5 anni che sono trascorsi dal 2015, l’anno ricordato per la «crisi dei rifugiati». Con reportage, analisi e interviste i tre giornali intendono proporre ai rispettivi lettori un lavoro ispirato da una riflessione condivisa e dalla volontà di mostrare il bene che esiste nella società europea e i passi che restano da compiere nella costruzione di una casa comune aperta ai principi di solidarietà, responsabilità, accoglienza. Gli articoli realizzati dai giornalisti dei tre quotidiani, ideati insieme, vengono pubblicati sulle rispettive testate per offrire all’opinione pubblica di Italia, Francia e Olanda uno sguardo aperto a un orizzonte più vasto di lettura e comprensione dei fenomeni. Questo progetto in particolare prende spunto dall’anniversario di un anno che ha segnato il destino del nostro continente: nel 2015 oltre un milione di rifugiati e migranti raggiunsero le coste europee e durante il viaggio in migliaia persero la vita. La stragrande maggioranza partiva da Paesi dilaniati dai conflitti: la Siria, l’Afghanistan, l’Iraq. Una vicenda che costrinse l’Europa a porre al centro dell’agenda politica la questione dei rifugiati, dell’accoglienza e dei ricollocamenti. Una questione ancora drammaticamente aperta.
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I migranti alla porta di Ventimiglia. Dove la solidarietà è di frontiera
e forza migranti
Caso Regeni, l'Egitto non manda ancora i vestiti di Giulio Recapitati alla famiglia soltanto oggetti che non gli appartenevano.
L’Egitto non ha mandato alcun documento di Giulio Regeni in Italia. Il passaporto, le tessere universitarie, erano state già consegnate alla famiglia anni fa. Mancavano i vestiti di Giulio, chiesti all’epoca dai genitori al presidente egiziano Al Sisi, ma quelli al momento non sono nemmeno stati consegnati. Quello fatto recapitare in Italia è invece un affronto. Oppure, tecnicamente, per citare le parole proprio di un nostro investigatore, “la prova di un reato”. Sono stati inviati infatti soltanto – la famiglia Regeni li ha riconosciuti in queste ore attraverso le fotografie – quegli oggetti, che non appartenevano a Giulio, esibiti dal governo egiziano quando furono uccisi, in un conflitto a fuoco con la Polizia, cinque innocenti, accusati dell’omicidio di Giulio dai servizi segreti egiziani nella speranza di chiudere la questione.
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Caso Regeni, l'Egitto non manda ancora i vestiti di Giulio
verità per giulio regeni... non altro e forza gorleri... forza arci camalli.... panino camallo... giovedi...
e
Sanaa Seif
n Egitto le sparizioni forzate non si fermano mai, nemmeno per un giorno. Oggi, 23 giugno, è toccato a Sanaa Seif, sorella dell’attivista e prigioniero di coscienza egiziano Alaa Abdelfattah, in carcere con l’accusa di aver organizzato proteste contro il regime di Abdel Fattah Al-Sisi. La ragazza è stata fermata fuori dagli uffici della Procura di El Reha da persone in borghese scese da un minibus. Erano da poco passate le 14 quando Sanaa è stata prelevata da un gruppo di persone mentre con sua sorella Mona Seif e sua madre Laila Souef erano davanti al cancello del quartier generale del Procuratore della Repubblica egiziana a El Rehab, nel Nuovo Cairo.
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sanaa seif libera.....
Emmanuel Macron è la continuazione della storia della Francia. Collaborare con brutali dittatori, minare la stabilità, minacciare la pace è stato il reddito principale della Francia per decenni. L'idea di perdere queste "entrate" illegittime fa arrabbiare i francesi. #Africa#Libya#StopColonialism
si trovi l'umanità per salvare il salvabile...
l'umanità per chiedere ancora giustizia per la famiglia reggeni... si chieda verità per martina.... si chieda giustizia per dario desiglioli... si cerchi di liberare patrick... Sanaa Seif
Emmanuel Macron è la continuazione della storia della Francia. Collaborare con brutali dittatori, minare la stabilità, minacciare la pace è stato il reddito principale della Francia per decenni. L'idea di perdere queste "entrate" illegittime fa arrabbiare i francesi. #Africa#Libya#StopColonialism
si dice ostinazione è dura da far capire
la libertà è importante
la socialità è importante
lo scontro non nel mio stile
gli arci si devono salvare
per poter discutere
di giulio regeni esempio
della libia
dei migranti
fare un concerto
di musica indipendente
la famiglia regeni
aspetta verità
la si dia e non si trovi alibi
o altro...
si trovi unità
l'umanità per chiedere ancora giustizia per la famiglia reggeni... si chieda verità per martina.... si chieda giustizia per dario desiglioli... si cerchi di liberare patrick... Sanaa Seif
giustizia anche per martina
forza verità per dario desiglioli




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